
Il petrolio sgorga ancora senza controllo nel Golfo del Messico; ci sono oltre 4000 piattaforme petrolifere identiche a quella andata in fiamme; eppure tutto tace. Qualche comunicato stampa e regna il silenzio, nessuna manifestazione, nessuna azione di Greenpeace o di altri gruppi ambientalisti.
Difficile quotare i danni attuali e futuri, un intero ecosistema è stato spazzato via nell’indifferenza generale, del più grave incidente ecologico della storia umana. Eppure basta un traforo, una nuova strada , un nuovo ponte, una nuova discarica, anche un semplice palo eolico per vedere scendere in piazza tutti gli ecologisti della domenica.
Mentre di discute di OGM, di centrali nucleari, si cita Cernobyl ci si dimentica che nel Golfo del Messico è in atto un disastro senza paragoni, il greggio continua a fluire e parte di esso non arriva in superficie, ma si deposita sul fondo, e non è dato sapere cosa questo comporterà per i secoli a venire.
Altre 4000 bombe sono pronte ad esplodere in modo analogo, e nulla sembra essere stato fatto per mettere in sicurezza le gemelle della Deepwater Horizon. Tutto tace come se nulla fosse mai accaduto!
Rispetto ad altri disastri ambientali, sembra sussistere una censura senza precedenti, poche le immagini che possano testimoniare l’immensa tragedia, nessun speciale in TV, nessun rotocalco d’approfondimento … google interrogato rende immagini, tragiche ad alta definizione, ma di altre tragedie simili non di quella causata da Deepwater Horizon, le poche foto di qualità riprendono la piattaforma in fiamme, molte sono notturne e suggestive, quasi a nascondere la drammaticità dell’evento.
Il petrolio continua a fluire inesorabile, tutti i tentativi sono falliti … e il silenzio regna sovrano!
Loris Modena