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fini maroni bossi

Fini: per Bossi come il Pd per Maroni nuova An Fini ha tenuto banco questo week end e Mirabello, come lui stesso ha detto, e’ stato il centro nazionale della politica. Il Presidente della Camera pur non spingendo a fondo si e’ tolto qualche sassolino dalla scarpa. Ha sottolineato il carattere vessatorio della sua estromissione dal Pdl ed il comportamento del Premier Silvio Berlusconi troppo autoritario.

Bossi ha dichiarato che secondo lui Gianfranco Fini ha parlato come uno della sinistra e che cosi’ sara’ dura andare avanti. Roberto Maroni invece ha detto che a lui semra che sia rinata Alleanza Nazionale.

Due tesi un po’ agli antipodi per provenire dalla stessa forza politica.

Silvio Berlusconi da parte sua sta meditando e sicuramente vede le elezioni piu’ vicine di quanto pensava.


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pinocchio fini1 La favoletta del Fini liberalePinocchietto Fini sta intortando molti cosiddetti liberali facendogli credere che dopo una vita da statalista e antimercatista sia diventato il nuovo paladino dei liberali e dei liberisti.

Certo considerando le sue incredibili giravolte uno può legittimamente pensare che possa intraprendere pure questa strada, tanto ormai Fini rappresenta tutto e il contrario di tutto.

Anche nel discorso di ieri tra omissioni e generalizzazioni ha in realtà dimostrato una volta di più che gli ammiccamenti liberali sono solo strumentali.

Innanzitutto Fini non è un liberale nella gestione del partito: accusa il Pdl di essere stalinista, chiuso ai dibattiti e senza regole quando in An le critiche non erano accettate, epurava i dissidenti o anche solo coloro che osavano avere dei dubbi nei suoi confronti, non convocava mai congressi, accentrava il potere nelle sue mani e imponeva la linea del partito senza discussione preventiva.

Ieri poi non ha mancato di lisciare il pelo a Tremonti, sperando di averlo dalla sua parte nel caso di una precipitazione della crisi. Ma con i suoi ma anche veltroniani non ha dimenticato di far capire chi è: si è scagliato sui tagli alla spesa pubblica non dando alternative, ha parlato genericamente di no al mercatismo, ha attaccato vergognosamente come un sindacalista qualsiasi la Gelmini a proposito dei precari (evidentemente fosse per lui li avrebbe assunti a tempo indeterminato tutti, fregandosene dei conti pubblici). Non ha poi fatto accenno a diminuzioni delle tasse ma ha parlato di quoziente familiare (idea non sua) che ai liberali duri e puri non è che faccia impazzire… Si è appropriato di una legge: quella sulla liberalizzazione dei servizi pubblici che anche i sassi sanno sia di brunettiana impostazione anche perchè Ronchi, diciamolo, non è poi questa cima…. (tanto è vero che non ha saputo difendere per niente la legge).

D’altronde Fini è sempre stato un difensore strenuo dei dipendenti pubblici (infatti da quando Brunetta attacca gli sprechi e punta sulla meritocrazia, non ha mancato qualche critica a questa impostazione) e si ricordano le sue battaglie nella legislatura 2001-2006 per non far mancare agli statali i loro privilegi. Ha candidato una sindacalista, la Polverini, salvo mollarla quando sperava che il centrodestra andasse male alle regionali.

Il bello però è stata la sua meravigliosa proposta (l’unica originale) di assise del mondo del lavoro, una specie di residuato bellico, che secondo lui potrebbe risolvere i problemi di economia e welfare. Ma il punto centrale ribadito in più punti è che il suo obiettivo è la concertazione: bisogna discutere su tutto, con tutti….. per poi non decidere nulla.

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Distretto di Polizia 10 su canale 5, le 13 puntate partono con un doppio appuntamento: domenica 5 e lunedì 6 settembre 2010 alle ore 21.10 La serie poliziesca action più longeva di Mediaset, prodotta da Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt, festeggia “10 anni di grandi successi”. La nuova edizione si avvale ancora della regia di Alberto Ferrari.

Nel corso delle passate edizioni, il pubblico di Canale 5 si è raccolto intorno alle emozionanti storie del X Tuscolano, giungendo a toccare picchi di audience straordinari: 11.266.000 telespettatori totali (Distretto di Polizia 4, 02/12/2003 – ore 22:00), il 48.8% di share sul target commerciale (Distretto di Polizia 2, 04/12/2001, ore 23:04). Giunto alla sua decima edizione, “Distretto di Polizia” continua ad essere un appuntamento irrinunciabile per i suoi fans, intrigati dai suoi protagonisti: gente comune, di grande umanità, costantemente esposta ai rischi di un pericoloso mestiere.

L’organico del commissariato va però integrato oppure il X Tuscolano rischia di chiudere; il commissario Benvenuto studia la strategia insieme ai colleghi rimasti: Vittoria Guerra (Daniela Morozzi), Ingargiola (Gianni Ferreri), Ugo Lombardi (Marco Marzocca) e Gabriele Mancini (Flavio Parenti). Finalmente arrivano rinforzi: gli ispettori Pietro Esposito (Dino Abbrescia) e Barbara Rostagno (Lucilla Agosti) e i giovani agenti Marta Balestra (Maria Sole Mansutti) e Giovanni Brenta (Gianluca Bazzoli). Arriva al X Tuscolano anche un nuovo PM: Sinatra (Edoardo Siravo)

Via: Comunicato Stampa Mediaset


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