Durante lo sciopero alla Fiat di Melfi, il sabotaggio da parte degli operai licenziati c’è stato. Lo rivela Panorama nel numero in edicola, con un lungo reportage da Melfi di Antonio Rossitto.
Il settimanale ha ricostruito “cosa avvenne veramente la notte tra il 6 e il 7 luglio scorsi: le minacce a chi non scioperava, il piano di ammutinamento, il blocco delle macchine, il diverbio con gli uomini dell’azienda e la pervicacia con cui Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli stazionavano sulle linee impedendone il funzionamento”.
I tre operai, iscritti alla Fiom, sono stati prima licenziati dalla Fiat e poi reintegrati, il 9 agosto, da un giudice del lavoro di Melfi che ha considerato antisindacale il provvedimento preso dell’azienda. ”I testimoni sentiti da Panorama - sottolinea il periodico - raccontano però una storia diversa.
Quelli della Fiom non ottenevano niente con lo sciopero e hanno studiato un’azione più eclatante, come ha riferito un operaio. Un loro delegato ha portato il gruppo verso i carrellini, con l’idea di bloccare la linea di montaggio che era rimasta in funzione. Al settimanale alcuni lavoratori di Melfi hanno assicurato che, nonostante le reiterate richieste dei responsabili dello stabilimento, Barozzino e Lamorte almeno per un quarto d’ora hanno ostacolato la produzione”.
I testimoni sentiti da Panorama hanno aggiunto di non voler raccontare ai giudici quello che hanno visto per il timore di ritorsioni.
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