Inflazione in lieve calo ad agosto e disoccupazione in calo a luglio rispetto a giugno, ma un giovane su quattro in Italia è senza lavoro: è la fotografia scattata dagli ultimi dati Istat. Frena la corsa dei prezzi: secondo la stima provvisoria l’inflazione sale dello 0,2% rispetto a luglio e dell’1,6% tendenziale. Il mese scorso aveva segnato un +0,4% su base congiunturale e un +1,7% su base tendenziale. Gli aumenti congiunturali più significativi riguardano comunicazioni (+1,2%), trasporti (+1%) e bevande alcoliche e tabacchi (+ 0,3%). Variazioni congiunturali negative si sono invece registrate nei capitoli prodotti alimentari e bevande analcoliche, abbigliamento e calzature e servizi ricettivi e di ristorazione (per tutti e tre -0,1%). A livello tendenziale, gli incrementi più elevati riguardano trasporti (+3,8%), altri beni e servizi (+3,3%), istruzione (+2,5%), bevande alcoliche e tabacchi e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (per entrambi +2,4%).
Volano i prezzi dei biglietti aerei (+26,6% su base congiunturale e +6,2% su base tendenziale) mentre diminuiscono quelli degli stabilimenti balneari (+0,5% rispetto a luglio e -4,7% su base annua). La frenata in agosto è in linea con l’Europa: secondo l’Eurostat, il tasso annuo dell’inflazione nella zona euro sarebbe stato infatti pari a 1,6% contro 1,7% di luglio. Per Confcommercio i dati Istat “confermano il permanere di una condizione di convalescenza del sistema economico dopo il biennio gravemente recessivo 2008-2009″. Sulla stessa linea Confesercenti: “Agosto non scalda l’inflazione, anzi fa registrare un piccolo passo indietro ma lancia anche un preciso segnale sulle difficolta’ dell’economia e delle famiglie italiane”. Resta sostanzialmente stabile il tasso di disoccupazione a luglio, che sale invece dello 0,5% in confronto a luglio 2009. Il tasso di disoccupazione giovanile si è attestato al 26,8% con un rialzo dell’1,1% su base annua e una flessione dello 0,6% su base mensile. Disoccupazione stabile in Europa: nel mese di luglio, i senza lavoro nei 16 paesi della zona euro erano 15,8 milioni, pari al 10%, mentre nell’Ue a 27 paesi i 23 milioni di disoccupati corrispondono a un tasso del 9,6%.
Per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, “la situazione rimane certamente preoccupante, ma sarebbe colpevole non riconoscere il dato oggettivo di un differenziale positivo con l’Europa e di una tendenza negativa sostanzialmente fermatasi”. “I dati sull’occupazione forniti oggi dall’Istat restano molto gravi e non si puo’ continuare a rispondere che stiamo meglio della media europea”, replica la Cgil. Per la Cisl i dati “pur segnalando una sostanziale stabilità e una situazione meno grave rispetto a molti paesi europei, mostrano tendenze preoccupanti” mentre la Uil chiede “azioni concrete e rapidamente efficaci”.
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