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Editoriale Metropolitane di Roma pericolose per i disabili
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Metropolitane di Roma pericolose per i disabili a causa delle banchine di linea non percorribili per le carrozzelle. Ancora più difficoltose le nuove tratte in progetto per la Metro C. L'Associazione Robin-Hood scende in campo formulando un'accusa specifica. In caso deprecabile e non certo auspicabile di incendio o di eventuale attentato terroristico ad un treno della metro A o B in corsa tra una stazione e l’altra, nel caso di arresto forzato del convoglio è prevista l'apertura delle porte e la messa in sicurezza delle centinaia di passeggeri attraverso la fuga utilizzando le banchine di linea, progettate per questo motivo.

Solo che questi camminamenti sono troppo stretti per permettere ad una carrozzella con un disabile sopra di entrarci. Quindi cosa succederebbe? Il diversamente abile, oltre ad essere l'ultimo ad abbandonare il treno perchè la sua eventuale lentezza rallenterebbe di fatto la fuga dei passeggeri, non si potrebbe mettere al sicuro perchè i camminamenti lungo le banchine non sono sufficientemente sicuri per il suo mezzo di deambulazione.

- Invitiamo gli organi di stampa a chiedere il parere al Comandante dei Vigili del Fuoco che dovrebbe confermare tale nostra preoccupazione - così spiega il Vicepresidente dell'Associazione Robin-Hood, dott. Patrizio Pavone. - Non solo - aggiunge Pavone - ma il progetto della nuova linea C prevede delle tratte molto più lunghe tra stazione e stazione, complicando ogni tentativo di fuga.

I pozzi di ventilazione, progettati non solo per cambiare aria nel normale esercizio, dovrebbero creare una corrente d'aria ed un’aspirazione di eventuali fumi nella direzione opposta a quella della via di fuga più vicina per i passeggeri. Le stazioni, progettate a ben più grande distanza (le une dalle altre) di quelle attuali nella nuova metro C, renderebbero la linea più pericolosa in caso di incidente e di incendio. Invitiamo quindi gli organi competenti a verificare se quanto da noi esposto corrisponda a verità e a prendere le eventuali decisioni in merito - conclude Patrizio Pavone.

Associazione Robin Hood
Patrizio Pavone

Mettere in salvo un disabile sulla sedia a rotelle non è mai una questione di facile soluzione e, a mio parere, men che meno in una linea di metropolitana. Sulla Metro B è facile notare che stranamente circolano treni dotati di dispositivi idonei a rendere stabile la sedia a rotelle durante la marcia, ma è altrettanto facile notare che, in caso di emergenza lungo la linea, il disabile sarebbe costretto a fare una brutta fine. Come afferma correttamente Patrizio Pavone, il malcapitato disabile non sarebbe in grado di percorrere le banchine di linea senza ruzzolare sulla via di corsa del treno.

Quando pure vi fosse qualche volenteroso capace di deporre il disabile e la sua sedia sulla via di corsa, la sedia a rotelle sarebbe poi destinata a rimanere ferma lì, perché la conformazione della via di corsa non ne permetterebbe il transito. Resta un’unica speranza: “che tra i passeggeri vi sia qualcuno sufficientemente robusto e volenteroso per prendere il disabile sulle spalle e portarlo in salvo”. In alternativa non resta che sperare in un pronto intervento dei Vigili del Fuoco, prima che il disabile perisca. Non ho presente come sia stata risolta la questione sulla Metro A, ne’ se sia mai stata presa in considerazione. Non ho neanche presente se le vetture siano dotate del vano previsto per la sedia a rotelle. In assenza di un’agevole via di fuga per il disabile, mi sembra molto più sensato non prevedere affatto un simile vano. Ritengo anzi preferibile interdire l’accesso alla metropolitana a coloro non sono in grado di mettersi in salvo. Non conosco il progetto della Metro C, ma sarei curioso di sapere cosa è stato previsto per questa nuova linea, che dovrebbe essere all’avanguardia anche sotto l’aspetto della sicurezza. CHISSÁ!!

I treni saranno privi di conducenti, perché dotati di marcia automatica, e perciò saranno privi anche di cabine di guida. Forse le estremità dei treni saranno, così, disponibili per la fuga dei disabili lungo delle rampe che vi aprono automaticamente in caso di incidente. Forse la via di corsa del treno è stata studiata in modo da poter essere percorsa facilmente dalle sedie a rotelle. Forse non è stato studiato proprio nulla e si è preferito interdire l’accesso ai disabili. CHISSÁ!!

Una cosa è certa: “il trambusto ed il caos che si verificano in caso di incidente, eventualmente uniti a fumo e fiamme, non rendono agevole la fuga neanche ai normodotati”. Spero perciò che la strana idea di non realizzare stazioni nella tratta centrale della Metro C, ventilata di recente, non trovi applicazione. Quanto minore sarà infatti la distanza da percorrere per arrivare in stazione, tanto maggiore sarà la possibilità di mettersi in salvo.

Paolo Ercolani

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