
Con la recentissima sentenza n. 14556/2010 la Corte di Cassazione ha stabilito che l'uso del cellulare alla guida è ammissibile e quindi legittimo soltanto per stati di comprovata necessità. La sentenza è importante ed innovativa, pur applicando il principio generale del Nostro Ordinamento che “lo stato di necessità” può escludere la perseguibilità e la punibilità del fatto.
Innanzi tutto apre una possibilità di interpretazione soggettiva di una norma di pura e semplice responsabilità oggettiva (applico la pena perchè usavi il cellulare a prescindere dal motivo). Poi lascia spazio di giustificazione soggettiva a categorie sociali e professionali che possono avere urgenze non prorogabili (medici, infermieri, magistrati, avvocati, etc.). La condizione fondamentale è che l'interessato sia in grado di fornire la prova attendibile dell'effettiva esistenza di detto stato di necessità (es. per il medico una chiamata urgente per un intervento; per l'avvocato una convocazione urgente al carcere, etc.).