Il Foglio - L’arresto di Flavio Carboni non mi sorprende. Questo vecchio brasseur d’affaires, parecchio malvissuto, era un caro amico di un mio amico con il quale tentava di fare affari, il principe Carlo Caracciolo, recentemente scomparso. Un giorno il Carboni, questa figurina minuta e nerissima, venne a una mia surreale e gridata trasmissione televisiva e, alla fine, nel cortile antistante gli studi, si formò un crocchio con gli ospiti per un rapido commento e un arrivederci. Chiesi: “Ma dov’è il dottor Carboni?”. Mi dissero: “Sono venuti a prenderlo”. Se lo erano portati via seduta stante, una delle non rare volte in cui questo è accaduto, gli uomini in divisa.
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