Roma 3 giugno 2010 – Crocefisso si, crocefisso no? Dipende, se lo si indossa sulla propria persona, se si espone sulle facciate delle chiese e nelle proprie case, nessuno ha il diritto di farlo rimuovere e di lamentarsi. Certo i buoni cristiani sono i primi a scagliare pietre contro minareti, moschee e gli altri simboli della concorrenza.
Sono i primi disposti a criticare gli altri, a guardare come si vestono, quali usanze hanno e in cosa credono e discriminare le differenze culturali altrui. Eppure, il loro dio fatto uomo e risorto ha detto chiaramente:
Cosa che da buoni sordi i cattolici ripetono agli altri senza ascoltare a loro volta. Il crocefisso è e rimane un simbolo religioso e non è una tradizione italiana, non lo è mai stato e anche lo fosse non può essere imposta a tutti prevaricando i diritti dell’individuo. La maggioranza in democrazia non può prevalere sulle minoranze e anche fosse, statistiche alla mano i cattolici sono il 30% degli italiani, sono coloro che danno l'8x1000 alla chiesa e che vanno a messa almeno per le più importanti liturgie.
Ci sono più chiese in Italia che caserme dei carabinieri e uffici postali, le scuole private e ospedali cattolici e privati finanziati sempre e comunque da tutti i cittadini italiani anche da quelli che sono islamici, testimoni di Geova o altre confessioni escluse dall' 8x1000 ovviamente, per uno strano meccanismo che porta tutti i soldi anche quelli di atei e agnostici, e degli anticlericali nelle casse del Vaticano.
Si chiede di rispettare il prossimo ai cattolici, chiedendo loro di evitare d’esporre il loro simbolo nei luoghi pubblici, chiedendo che non sia esposto in un aula di tribunale dove ti stanno giudicando o dove lavori, chiedendo che non sia esposto in una scuola dove studi o lavori e chiedendo che non sia esposto in un ospedale dove non vorresti essere o dove lavori … Nessuno chiede ai cattolici di non indossare la loro amata croce e di non appenderla nei loro luoghi di culto, nelle loro case, nelle loro aziende e nelle loro strutture private o parificate.
Possono anche tatuarsi il crocefisso sulla propria persona, marchiarsi a fuoco con l’immagine del loro dio morto in croce. Nessuno lo impedirà loro, ma non può essergli permesso di continuare ad appendere il loro simbolo anche nei luoghi pubblici.
Un po’ di rispetto del prossimo e di chi non crede, è ora che i cattolici lo apprendano, se non ascoltano e non leggono le loro sacre scritture di certo l'appendere il loro simbolo ovunque non li salverà dalla dannazione.
Perché mentre i leghisti si riscoprono papalini e cattolici ferventi mandando scatoloni di crocefissi nelle scuole pubbliche, dove mancano i banchi, le sedie, i computer, i gessetti e ogni materiale didattico e addirittura la carta igienica con cui pulirsi il culo dopo aver passato un giornata a guardare un crocefisso appeso in una parete da cui cadono calcinacci e che ha visto l’ultima imbiancata nel lontano 1926, data in cui è stata emanata una norma e non una legge che indica e non ordina di esporre il crocefisso a fianco del ritratto del Re d’Italia.
La cultura italiana sarebbe cattolica? Per nostra fortuna non lo è; visto che i cattolici parlando con i non credenti esprimono la loro “povertà di spirito”: “parlate, parlate voi, ma poi le uova le comprate” – a proposito di pasqua un cattolico. A forza di esporre il crocefisso ovunque, ci sono cattolici che credono che le uova di pasqua siano un simbolo cristiano, come l’albero di natale e il vischio. Il 90% dei cattolici non ha mai letto la bibbia, non ha mai sfogliato il vangelo e non conosce la propria liturgia, non solo, il 90% dei cattolici crede in un dio personale e in dogmi che non sono condivisi dagli altri cattolici.
Al 90% dei cattolici andare a guardare il crocefisso in chiesa, non farebbe male! Forse non trovando il simbolo negli uffici postali lo cercheranno nell’unico posto dove ha senso che ci sia. Cosa ancora più buffa è il fatto che la maggioranza dei finti cattolici di fronte a un minareto, una moschea e un simbolo non cristiano si sente offeso, ma un non cattolico non dovrebbe provare lo stesso sentimento verso il loro simbolo di pace e amore? Segnare il territorio appendendo croci non serve a nulla, se non quale atto di violenza verso chi non crede!
Loris Modena