Roma 29 aprile 2009 ? Spuntano le liste dal monte, dissipando il totocandidato che negli ultimi giorni come nelle elezioni passate ha lanciato nomi a casaccio, se a febbraio del 2008 si pensava alla candidatura della tutta curve Yespica per le nazionali, per le europee si sono fatti nomi anche più avvenenti.
Dando adito a scandali prematuri, di belle ?gnocche senza testa? come direbbe il caro Calderoli, certamente vista la cultura media dei politici italiani non è necessario che tutte le candidate siano pure brutte come la Bindi o indigeste come la Iervolino, figlie d?arte della politica.

Lo ciarpame come lo chiama Donna Veronica non è poi così pericoloso e negativo, nella politica italiana c?è molto di peggio di più infido e insidioso, sono gli unti della politica italiana: quelle persone che una volta entrate nel meccanismo nello stesso rimangono impantanati a vita. Politici di professione, voltagabbana per vocazione che dalla politica hanno fatto un affare spesso di famiglia che si tramanda di padre in figlio come nei feudi medioevali dove una regola non scritta a permesso ai primi feudatari incaricati dal reggente di gestire alcuni territori del regno, di tramandare il proprio incarico ai figli. Un male che nell?Italia moderna non è del tutto debellato e di politici trasformati in veri feudatari ne è pieno il parlamento, le istituzioni, le università e ogni luogo di potere anche una grande ONLUS può all?occorrenza essere un comodo parcheggio per i trombati alle elezioni.
Ed ecco che nelle liste del PDL sgomberate le veline, appare un nome che tuona come un insulto per una forza che si dice riformatrice e moderna questo nome è Mario Clemente Mastella un feudatario del Sud Italia che con i voti del suo feudo, Ceppaloni piccolo comune di 3.414 abitanti della provincia di Benevento, è riuscito con meno del due per cento ad essere ministro della giustizia del passato e disastroso governo Prodi e a fare da ago della bilancia dello stesso con maestria degna di una abile Democristiano di vecchia scuola.
L?unto e bisunto Mastellone è candidato nel PDL, sinceramente preferivo una squadra al completo di veline, letterine e magari letteronze, anche una Flavia Vento sarebbe a lui preferita certo non capirebbero una mazza, ma almeno non farebbero danni e sarebbero un poco più oneste. In Europa certamente non si sarebbe fatta una brutta figura, tanto non siamo solo noi italiani ad usare Bruxelles come parcheggio per politici in attesa di un rientro non troppo rapido nella politica nazionale. Avremmo mostrato agli altri paesi che non avendo avanzi di magazzino nelle liste del potere fossimo stati costretti a ripiegare sulle veline disoccupate per riempire l?inutile parlamento europeo.
Lo ciarpame alla fine è servito per sviare l?attenzione dal ritorno nella politica di Mastellone e nelle file del PDL, non con il suo partitucolo pseudocattolico per convenienza.
Loris Modena
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