Roma 9 Agosto 2009 - Si pensa che esercitare il voto significhi essere liberi ci si sbaglia di grosso. Altresì, se si ritiene che la libertà sia la possibilità di vivere senza vincoli sociali, allora ci si allontana da qualsiasi barlume di buonsenso.

Ma che dire poi di coloro che pensano di essere liberi solo perché danno per scontato che debba essere lo Stato a garantirgli l'"autosufficienza" tramite un posto di lavoro fisso, garantito nonostante le oscillazioni del mercato, e soprattutto sulle spalle del contribuente? Che senso ha vivere così, solo per garantire la sicurezza di un lavoro a chi non ho assunto personalmente, a chi non mi serve e magari mi fa pure concorrenza sleale? E allora non sdegnamoci inutilmente, non serve!! Giorgio Gaber diceva, in una sua famosa canzone, che "democrazia è partecipazione".Niente di più sbagliato!!
Democrazia è prima di tutto consapevolezza di far parte di un sistema che deve funzionare, che deve essere modellato di volta in volta per affrontare i cambiamenti del mondo (ormai sempre più veloci).
A che serve andare a votare con un nome in tasca?
A cosa serve continuare a votare personaggi mediaticamente aitanti ma governativamente mediocri e lasciare loro in mano degli assegni in bianco regolarmente sprecati? Bisogna andare a votare con un progetto in tasca, con una idea ben precisa di quanto lo Stato debba occuparsi della nostra vita.
Ha senso la scuola pubblica, per esempio?
Perché lo Stato ci deve garantire lo studio? Non possono farlo i privati? Tanto la scuola pubblica "gratuita" ci costa di più di quella privata, visto che è stata utilizzata come ammortizzatore sociale per assorbire la mediocrità anziché usarla come strumento per creare eccellenza sociale.
Libertà significa scelta, significa decidere del proprio futuro, libertà significa concorrere alla pari con tutti gli altri. Ma oggi cosa abbiamo? Oggi abbiamo uno Stato che ci impone la mediocrità facendoci pagare la sua televisione "discarica di personaggi insulsi e schifosamente faziosa".
Lo Stato ci impone una scuola mediocre, ci impone delle privatizzazioni fasulle come quelle della telefonia mobile e fissa, della produzione e distribuzione dell'energia, della gestione delle autostrade, della ex compagnia aerea di bandiera che continua ad essere agevolata da trattamenti di favore inconciliabili con il libero mercato.... E ce ne sarebbero tanti altri di esempi da riportare.
Costruire una nuova nazione vuol dire riappropriarsi della libertà se , e solo se, questo Stato verrà ricostruito efficiente, economico e limitato, nelle competenze, a quello che il privato non può fare e non deve fare.
Stefano Bisogni