Roma 8 Agosto 2009 - Vi immaginate se un mattatoio assumesse il responsabile nazionale del WWF? Oppure se l'esercito arruolasse dei pacifisti che rifiutano l'utilizzo delle armi'? Oppure se l'azienda dei trasporti assumesse dei ciechi come autisti?

Chiedetevi se una università cattolica assumerebbe mai un Imam come Rettore, o se una scuola elementare assumesse ex detenuti per reati di pedofilia...
Allora chiedetevi se sia giusto che un ospedale assuma un dottore antiabortista, ovvero un dipendente, da noi pagato, per erogare dei servizi che in parte sono in netto contrasto con il suo credo. Può costui, in qualità di dipendente pubblico, rifiutarsi di erogare un servizio previsto dalla legge davanti ad una richiesta di una cittadina contribuente?
Può uno Stato di Diritto accettare questa violenza ideologica e psicologica pari a quella che i Talebani compiono sulle donne Afghane spogliate di ogni libertà di decidere della loro vita?
Purtroppo la risposta è si e, tanto peggio, in Italia si tace, si accetta e si ignora quanto i medici cattolici militanti operino secondo la "loro coscienza" e non secondo quella dei loro pazienti. In certe regioni la densità dei medici statali antiabortisti è pari al 70%, una percentuale per cui comincia ad essere complicato anche cercare degli operatori più corretti e professionali.
Per senso civico ogni donna che tiene della sua libertà di scelta e che incontra un medico che si rifiuta di farla abortire, dovrebbe recarsi immediatamente dai Carabinieri per denunciarlo con tanto di nome e cognome per "Interruzione di Pubblico Servizio". Non è ammissibie che un dipendente pubblico lavori contro la società e non per la società, non è possibile questo lassismo e questo privilegio incomprensibile, immotivato e vergognoso.
Non indignatevi, non serve... quello sport lasciatelo ai sostenitori di Grillo. Agite semmai, denunciate, raccontate con nomi e cognomi chi sono questi signori e cosa vi hanno detto. Facendo così preparerete altre donne a rispondere a tono e a prendere le opportune contromisure.
Abbiate il coraggio di dire a questi dottori di cambiar mestiere oppure di andare a lavorare in una struttura privata religiosa ove potranno agire come meglio credono. Fate sentire a questi dottori il vostro disprezzo ma anche il Vostro senso civico e, ricordate, al politico che verrà a domandarvi il voto chiedetegli una legge per riportare il rispetto verso gli utenti/ contribuenti.
Questa non è una battaglia politica, ma è una battaglia di civiltà!
Stefano Bisogni