
Anno IV articolo n.1500 (letto 9712 volte)
Roma 11 Marzo 2010 – Le parole più cercate del Web sono legate all’educazione sessuale, seguite dalla pornografia. Ai motori di ricerca gli adolescenti, chiedono consigli riguardo a quelle domande che per la “bigottagine” raramente si fanno agli adulti.
Infatti, al primo posto svetta una domanda: “come si fa l’amore?”, seguita da: “come si fa l’amore la prima volta?”. Molteplici sono le ricerche che riguardano l’educazione sessuale che superano di molto quelle legate alla pornografia, si cercano informazioni nella rete che risponde spesso dando informazioni corrette e esaustive che dovrebbero essere date agli adolescenti da parte della scuola dell’obbligo e non affidate a una loro ricerca solitaria.
La rete risponde con competenza per il volontariato di molti sconosciuti, nelle ricerche è difficile inciampare anche casualmente in qualche contenuto offerto dallo Stato o da associazioni riconosciute al livello sociale, una grave assenza che dimostra come l’unico problema d’educazione giovanile riconosciuto sia la presenza o meno del crocefisso in aula.
Lodevole l’iniziativa controcorrente tenuta dal Liceo Keplero di Roma, con l’installazione in via sperimentale di distributori automatici di preservativi, di cui noi di TgEU abbiamo dato ampio risalto, e di cui la CEI ha dato parere negativo come se, educare alla profilassi dalle malattie trasmissibili per via sessuale sia un demerito e non un merito. Meglio farlo di nascosto in modo errato e senza fare domande, per fortuna le nuove generazioni possono contare sull’ausilio di un mezzo di comunicazione che sopperisce alle mancanze di una società che ripudia il sesso come peccato e non come un atto naturale.
In rete le richieste di informazioni sulla sfera sessuale supera di gran lunga la ricerca di materiale pornografico, malgrado YouPorn e i suoi emuli, le richieste maggiori riguardano fotografie di starlette della TV o bellezze statuarie del gossip, gli adolescenti odierni pur avendo libero accesso alla pornografia non ne abusano, preferendo, come appare dalle statistiche della rete, risposte alle classiche domande sulla sfera sessuale che stanno per la prima volta scoprendo.
La ricerca di materiale pornografico che in rete trova una sua dimensione è consultata da un nutrito gruppo di insospettabili adulti in cerca non solo di video hard, ma anche di oggettistica che, vinto l’imbarazzo dettato dai tabù sociali, si arricchisce del gusto femminile ed ecco che vibratori freddi e maschilisti diventano oggetti dalle forme curiose e dai materiali insoliti, diventando giocattoli d’amore e non più semplici strumenti di sesso. I sex toys spopolano nella rete ed ecco che il vecchio vibratore diviene colorato e marchiato addirittura Hello Kitty trasformando un tabù in un divertente gioco.
Tutto questo avviene quando diverse ricerche di varie università dimostrano che la pornografia fa bene, non si diventa ciechi, e spesso è un modo per superare antichi preconcetti e antichi problemi sessuali dettati più dalla disinformazione che non da effettivi problemi fisiologici. Per buona pace del Vaticano e di altre istituzioni religiose che nel sesso vedono il demonio e non un atto di reciproco amore. Le deviazioni sessuali morbose sono date dalla repressione di un atto naturale, ecco perché spesso sono gli ecclesiastici a commettere atti di violenza sessuale.