
Non ci sono pi? i picchiatori fascisti di una volta
Anno IV articolo n.1493 (letto 6106 volte)
Roma 10 Marzo 2010 ? Durante la conferenza stampa un ?ricercatore di attimi di notoriet?? interrompe una domanda che un giornalista stava ponendo a Silvio, invitato dal medesimo a rispettare il turno insiste nel turbare la conferenza stampa.

Berlusconi cortesemente ha fatto presene che stava interrompendo un collega e che avrebbe dovuto attendere il suo turno e poi avrebbe potuto intervenire. Carlomagno nome sconosciuto fino a ieri, viene invitato pi? volte al rispetto e all?ordine eppure insiste, Berlusconi invita affinch? sia accompagnato alla porta, quando interviene La Russa si scopre che non ? un giornalista, il disturbatore che chiaramente era entrato proprio con il preciso intento di disturbare il regolare svolgimento della conferenza e farsi cos? un nome, pone resistenza all?allontanamento e pi? volte accusa il ministro La Russa di essere un picchiatore fascista.
Nel video pubblicato dall?Unit? - ovviamente con epurazione di tutte le parti che dimostrano che la presunta vittima ? un disturbatore che ha impedito il regolare volgimento della conferenza stampa - il
ricercatore di attimi di notoriet? dice d?essere stato preso a calci e pugni da Ignazio e conferma di non essere un giornalista, ma un cittadino, e che Berlusconi non voleva rispondere alla domanda scomoda che stava ponendo.
Nel video integrale, quello non tagliato con maestria, si vede chiaramente che ? stato invitato a rispettare il suo turno, avrebbe potuto fare la sua domanda subito dopo i giornalisti che avevano gi? chiesto la parola, ma Carlomagno semplicemente voleva creare disturbo, si era intrufolato apposta per gridare: ?dimettiti? in faccia a Silvio Berlusconi e non per porre domande.
Berlusconi chiaramente invitato dai suoi alla calma e a non esagerare nei toni, mantiene per quanto possibile un comportamento moderato e infine ricorda che nessuno del centrodestra in un momento cos? delicato si sognerebbe di andare a disturbare una manifestazione della sinistra, proprio per rispetto della democrazia.
Ora se con un manifesto un romano andasse Sabato in mezzo al popolo viola, alle sinistre, ai Dipietristi e interrompesse il dibattito per chiedere a Bersani e Di Pietro: ?
perch? sarebbe democratico negarmi il diritto di voto?? disturbando l?assurda manifestazione contro il Capo dello Stato e contro il diritto di voto dei cittadini della citt? eterna, non solo si prenderebbe una denuncia (in periodo elettorale non ? consentito contro manifestare), ma sarebbe democraticamente preso a randellate sui denti in barba ai picchiatori fascisti che sono solo un amaro ricordo in un periodo di esagerata violenza che interessava sia le sinistre che le destre in un escalation di cui il radicale Toni Negri, mai pentito, ha pi? volte ribadito che il piombo era l?unica possibile protesta politica di quegli anni tormentati.
Lo sconosciuto fino a ieri, Carlomagno, convinto che esistano ancora i picchiatori fascisti deve ringraziare che, almeno questi, non sono pi? quelli di una volta, altrimenti le dichiarazioni dopo il suo gesto incivile le avrebbe tenute da una lettiga e non spavaldamente davanti ai giornalisti dell?Unit? pronti a distorcere la realt? con un taglia e cuci di grande maestria dove il disturbatore diviene una specie di vittima.
Si fomentano gli animi e i Tartaglia sono in aumento, sbandati alla ricerca del loro attimo di notoriet?, disposti a tutto per un po? di considerazione, seminare odio come la sinistra sta facendo; ? un atto pericoloso che pu? portare al punto di non ritorno quando la situazione sfugge di mano e la violenza torna ad essere giustificata quale forma di protesta politica e sociale. Non aiutano certo personaggi come Di Pietro e Grillo che dai rispettivi blog, incitano alla guerra civile e all?intervento dell?esercito, contro la dittatura del parlamento eletto dal popolo e non dai magistrati.
Loris Modena
Non ci sono pi? i picchiatori fascisti di una volta
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