
Esisteva una volta un Partito che si diceva Democratico.
Anno IV articolo n.1487 (letto 2330 volte)
Roma 9 Marzo 2010 - La responsabilit? dei radicali in Lombardia riguardo la lista di Formigoni ? stata accertata, ma in questo caso i giudici infallibili, sbagliano? Il vantaggio inaspettato ? dato dalla protesta messa in atto dai Radicali in tutte le regioni chiamate alle urne, originariamente, per attirare l'attenzione sulle difficolt? dei piccoli partiti per una normativa elettorale (concordo che sia da rivedere in pi? punti) ? sfociata in un assurdo vantaggio proprio per la candidatura di Emma Bonino.
sono sempre di pi? i giudici superstar e le sentenze per ?attimi di notoriet?? acclamati da un'opposizione irresponsabile

Non credevano in un risultato simile, ora per?, approfittano dell'unica possibilit? concreta di vincere le elezioni in Lazio. Da parte dei radicali con cui spesso ho condiviso molte posizioni trovo il tutto assurdo, proprio loro che da sempre protestano su meccanismi fallaci della democrazia e, che in pi? occasioni sono stati riammessi con soluzione politica, come nel '95. Nel 2000 lo stesso Pannella us? parole forti contro l'esclusione dei Radicali per una manciata di firme, minacciando di lasciare l'Italia.
Andata a buon fine la protesta era, possibile ottenere un cambiamento, ma forse i dittatori del centro-sinistra, ovvero IDV hanno ostacolato la possibilit? di portare all'attenzione dei media i meccanismi contorti che garantiscono continuit? alla casta e rendono complesso un ricambio di uomini e idee nella politica italiana.
Lo stesso Bersani ? ostaggio di Di Pietro, lo sa perfettamente che l'assenza della lista del PDL ? inammissibile eppure si piega davanti all'alleato. Le parole che sento dagli esponenti di spicco del PD non sono da loro. Spero che prima o poi capiranno che liberarsi di IDV consentirebbe un rafforzamento nel lungo periodo del PD, meglio una trombata oggi senza IDV e un PD forte nel 2013 che non la completa distruzione di un buon progetto nato male.
Scendere in piazza contro il diritto di voto di altri cittadini e contro il Presidente della Repubblica a fianco del popolo viola e di Di Pietro sarebbe un errore imperdonabile per il Partito Democratico, una dimostrazione di chi sia il vero leader del centro-sinistra e di come non si voglia vincere alle urne, ma nelle aule dei tribunali.
Un partito d'opposizione serio, in un clima di scontro di poteri che si protrae ormai da oltre 17 anni, colpita analogamente dal protagonismo mediatico di alcuni magistrati che sono poi passati alla politica, instaurerebbe un dialogo per una riforma condivisa delle regole, certamente eviterebbe di dipingere i magistrati quali ?dei? privi di difetti ricordandosi dell'inchiesta, chiamata Why Not che rese famoso Luigi de Magistris attuale loro alleato, che ha portato solamente ad un enorme spreco di denaro pubblico e molte assoluzioni.
Il comportamento dei vertici del PD si spiegherebbe solo in presenza di un pesante ricatto da parte di Di Pietro; ogni giorno perdono pezzi e risorse in un'emorragia non solo di elettori, ma anche di uomini. IDV rosica voti al PD e molti fuggono in altre liste ingrassando Casini, ma nessuno nel partito democratico sente la necessit? di fermare la dissoluzione, quasi volessero che il secondo partito italiano sia cancellato dalla politica. Non posso credere che persone del calibro di D'Alema, Fassino, Letta, Bersani, ecc. siano dediti all'autolesionismo mandando a monte decenni di lavoro per favorire un ex magistrato molisano che a fatica comprende quello che lui stesso dice.
Loris Modena
Esisteva una volta un Partito che si diceva Democratico.
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