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Dopo 17 anni la rabbia torna in Italia


Anno IV articolo n.1480 (letto 5254 volte)


Roma 7 Marzo 2010 - La rabbia torna a far paura in Italia. Da molti anni ormai questa terribile malattia era considerata un brutto ricordo di tempi passati, ma nuovi casi accertati tornano a preoccupare gli esperti, sollecitando nuove ricerche per studiare ulteriori piani di prevenzione e controllo. Dopo 17 anni la rabbia torna in Italia "Chiamata alle armi... l'esercito deve intervenire... valutare l'impeachment di Napolitano? si legge nella rete delle reti. Il centro dell'infezione ? il blog di Antonio Di Pietro, abile predicatore di democratica follia come il collega Beppe Grillo che diffonde una psicosi collettiva di un colpo di stato che permette libere e democratiche elezioni senza escludere i temuti avversari che impedirebbero la vittoria del centro-sinistra in Lombardia e Lazio.

Emma Bonino che, toltasi la bava alla bocca per la vittoria schiacciante che si prospettava dalla assenza dell?avversario alle urne parla ora di anticostituzionalit?, minaccia di ritirarsi per non competere contro chi bara, eppure a Milano, stando alla sentenza del Tar, a barare erano stati quelli della Corte d'Appello in combutta con il radicale Cappato. A Formigoni non ? servito il decreto interpretativo le liste erano corrette, i controllori un po' meno.

Chi governa il paese, il popolo o i magistrati? ?La sovranit? appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione?. Quindi ? il popolo che decide, l?espressione nei limiti della costituzione ? affidata al governo in carica e non alla magistratura per buona pace di Di Pietro e di tutti coloro colpiti dalla rabbia per la privazione di una vittoria per cavilli burocratici e non dettata dalle urne che temono, come temono, la vera democrazia.

Loris Modena




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