
Il trasformismo dialettico di Bersani
Anno IV articolo n.1476 (letto 5260 volte)
Bersani sta tentando di usare il tono studiato e impostato di Prodi, solo che non riesce ad unirlo ad un sorriso ingenuo e rassicurante. E' una tecnica che venne usata da Stalin la prima volta nei dibattiti politici, in quanto il suo timbro vocale non reggeva il confronto con Hitler.

Alle persone sicure di s? quel tono ha il sapore di presa per il culo, per gli insicuri ? un tono paterno che da sicurezza. E? 2000 anni che i preti hanno raffinato l?arte di parlare con i poveri di spirito. La politica copia la tecnica quando l?avversario ha un carisma troppo elevato per reggere il confronto diretto. Il tono aggressivo non piace a chi ? sfiduciato dalla societ? e non comprende gli argomenti in sede di dibattito; tale modo di porsi lo fa sentire ?stupido? e porta sulla difensiva. Il clero ? stato il primo a comprenderlo quando dovette difendersi dal sapere scientifico. Il trucco ? parlare, non con il tono usato per gli adulti, ma con quello informale usato con i bambini nello spiegare un tema complesso riservato ai pi? grandi.
Chi si sente innervosito dal tono di Bersani denota una maturit? pi? elevata di chi sente il tono rassicurante. In pratica a chi piace sentire Bersani parlare in questo modo dovrebbe lavorare un po? sulla propria autostima, soprattutto in quanto da tecnico ha sempre usato un tono aggressivo e spavaldo, quindi solo ora che ricopre una carica diversa diviene il maestro buono delle elementari e non il cinico docente universitario.
Loris Modena
Il trasformismo dialettico di Bersani
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